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La riproduzione digitale di un qualsiasi oggetto bidimensionale o tridimensionale può essere realizzata con due differenti metodologie, quella relativa all’utilizzo dello scanner piano e quella relativa all’utilizzo di un apparecchio fotografico. Per comodità di linguaggio e per la tecnica che le due diverse attività richiedono le suddividiamo in SCANSIONI e FOTORIPRODUZIONI.

Tutti i manufatti in cui le peculiarità intrinseche spiccano per lo sviluppo bidimensionale possono essere scansionati, gli altri invece dovranno essere foto-riprodotti. Come in tutte le realtà ci sono delle eccezioni, infatti i materiali cartografici storici di notevole interesse che si basano su supporti fragili, piegati/arrotolati pur essendo oggetti con sviluppo bidimensionale dovrebbero essere foto-riprodotti al fine di sottrarli a possibili traumi irrimediabili.

La strutturazione hardware di gran parte degli scanner piani, unitamente al loro utilizzo potrebbero determinare lacerazioni, o peggio fratture dei supporti cartacei e gelatinosi che andiamo a scansionare. Tutto ciò perché le apparecchiature più utilizzate possiedono un coperchio che poggia sull’oggetto da riprodurre, schiacciando quest’ultimo, anche se minimamente e per breve tempo.